Il ballottaggio del 7 e 8 giugno entra nella sua fase decisiva e a Genzano di Roma la sensazione è che la sfida per la guida del Comune si stia giocando sempre più su un terreno in continua evoluzione. Da una parte c’è Fabio Papalia, candidato del centrodestra, dall’altra Carlo Zoccolotti per il centrosinistra. In mezzo, un primo turno che ha restituito un quadro frammentato e un secondo turno che, come spesso accade, riapre completamente i giochi: alleanze, interpretazioni politiche e soprattutto il peso del voto libero, che in un confronto diretto può risultare determinante.
La regola del ballottaggio è semplice: vince chi ottiene più voti validi. Non esistono soglie di sbarramento né percentuali minime sul totale degli aventi diritto. Conta esclusivamente il confronto diretto tra i due candidati rimasti in corsa ed è proprio per questo che ogni segnale politico delle ultime ore viene osservato con particolare attenzione. In questo contesto si inserisce il sostegno di Piergiuseppe Rosatelli a Papalia. Un passaggio che riporta al centro del dibattito le dinamiche politiche locali e richiama equilibri già emersi nelle precedenti competizioni amministrative. Rosatelli, infatti, non è una figura marginale nel panorama cittadino e il suo posizionamento attuale va letto anche alla luce di un percorso politico che si è già intrecciato con quello degli attuali protagonisti.
Nel 2020 Rosatelli era candidato sindaco e arrivò al ballottaggio proprio contro Zoccolotti, chiudendo la sfida con il 27,59% contro il 36,56% del candidato del centrosinistra. Un precedente che oggi torna al centro dell’analisi politica, perché contribuisce a chiarire come gli equilibri locali si siano evoluti e come le alleanze possano riformularsi nel tempo. Oggi lo scenario è differente: Rosatelli non è più in corsa come candidato, ma ha scelto di sostenere Papalia al ballottaggio, modificando in parte le dinamiche politiche precedenti. Papalia ha accolto pubblicamente il sostegno, parlando di un “cambiamento già in atto” e della necessità di “unire le forze per voltare pagina”, con l’obiettivo di ampliare il proprio perimetro elettorale nella fase decisiva della campagna.
Resta allora una domanda centrale: quanto può incidere realmente questo tipo di sostegno sul risultato finale? Un endorsement di area civica può spostare consenso in maniera concreta oppure rischia di avere un impatto prevalentemente simbolico, senza tradursi in voti effettivi?
Sul fronte opposto, Zoccolotti arriva al ballottaggio senza accordi ufficiali. Una condizione che può essere letta in modo duplice: da un lato come mancata espansione dell’area di sostegno, dall’altro come scelta di mantenere una coalizione compatta, senza accordi e puntando sulla continuità politica del proprio impianto.
In questo equilibrio si inserisce anche il ruolo di “Genzano Torna Bella”, lista civica guidata da Giulia Briziarelli ed espressione dell’area progressista. La lista ha ottenuto al primo turno 1.712 voti, pari al 15,31%, un risultato significativo nel contesto complessivo del ballottaggio e potenzialmente decisivo nella redistribuzione dei consensi. Dopo il mancato accordo per un apparentamento con Zoccolotti, la lista ha scelto di non indicare alcun sostegno ufficiale, lasciando libertà di voto ai propri elettori. La posizione espressa da Giulia Briziarelli attraverso il video pubblicato sulla pagina Facebook di “Genzano Torna Bella” parte da una premessa politica netta: la proposta di apparentamento era stata avanzata come scelta di metodo democratico, fondata sull’idea che, in assenza di una maggioranza assoluta, il governo della città debba necessariamente tenere conto delle proporzioni emerse dalle urne e costruire sintesi condivise. Nel messaggio viene poi sottolineato come tale apertura non abbia trovato accoglimento. La proposta di un’intesa istituzionale per “unire le forze” e contrastare il centrodestra viene descritta come respinta con decisione, a favore di una disponibilità limitata a un possibile coinvolgimento in Giunta, interpretato però come una soluzione non coerente con lo spirito dell’apparentamento e quindi non accettato perché ritenuto distante da una reale condivisione politica. La scelta successiva viene quindi chiarita in modo esplicito: “Genzano Torna Bella” non sosterrà nessuno dei due candidati al ballottaggio tra Fabio Rocco Papalia e Carlo Zoccolotti, lasciando libertà di coscienza ai propri elettori e ribadendo una posizione di autonomia rispetto agli schieramenti principali in campo. Il passaggio politico si chiude con una netta presa di distanza sia dal centrodestra sia dall’attuale impostazione amministrativa uscente, considerata lontana dai principi della lista. Viene inoltre ribadita la volontà di proseguire il proprio impegno all’opposizione nella prossima consiliatura, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’area progressista e il radicamento nella comunità locale, in coerenza con la linea politica finora mantenuta.
Resta centrale anche il bacino civico riconducibile a Flavio Gabbarini, che al primo turno ha raccolto 1.655 voti pari al 14,80%, insieme alle liste che lo hanno sostenuto: “Movimento Civico Città Futura” (9,35%), “Genzano Avanti Insieme” (1,90%), “Ci Siamo per Genzano” (1,56%) e “Civica Landi” (1,33%). Si tratta di realtà rimaste fuori da qualsiasi apparentamento formale, che ora diventano decisive nella lettura degli equilibri del secondo turno. Proprio da questo fronte, negli ultimi ore è approdata sui social una presa di posizione significativa. Il comunicato del “Movimento Civico Città Futura” prende atto del risultato elettorale, riconoscendo il mancato accesso al ballottaggio ma rivendicando al tempo stesso il consolidamento del civismo come area politica strutturata in città. La nota sottolinea il percorso di opposizione portato avanti negli ultimi anni, definito coerente e indipendente rispetto ai due schieramenti principali, e ribadisce la distanza dall’amministrazione uscente, giudicata poco disponibile al confronto nel corso della consiliatura. Sul piano delle indicazioni per il ballottaggio, la posizione è chiara: nessun sostegno ufficiale a uno dei candidati in corsa e conferma della linea di autonomia politica, con la scelta di lasciare libertà di voto ai propri elettori.
Mancano pochi giorni al voto ed il ballottaggio di Genzano di Roma si avvia, durante queste ore, all’ultimissima fase. Tra sostegni espliciti, prese di posizione autonome e bacini civici che hanno scelto di non schierarsi, l’esito finale resta incerto. Quanto peserà la storia politica della città, che nel tempo ha espresso una prevalenza costante dell’area riconducibile al centrosinistra, diventata parte della sua identità amministrativa? Questo elemento non sarà da solo in grado di determinare l’esito finale, ma costituisce senza dubbio uno sfondo politico rilevante nella lettura della competizione e delle sue possibili evoluzioni fino al risultato conclusivo.
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