Politica admin 7 Giugno 2021 (0) (90)

LAZIO – 7° Commissione, ok a delibera di Giunta per screening Covid su senza fissa dimora

Parere favorevole a maggioranza oggi, con otto voti favorevoli uno contrario e un astenuto, in commissione settima del Consiglio regionale, presieduta da Rodolfo Lena, per lo schema di deliberazione n. 173, concernente: “Legge regionale n. 24 del 27 giugno 1996. Criteri e modalità per l’erogazione di un contributo finalizzato alla realizzazione di un intervento di natura socio-sanitaria, presentato dalle cooperative sociali o loro consorzi, in favore dei soggetti senza fissa dimora”. Il provvedimento torna ora in Giunta per la sua adozione definitiva.

“Tutelare una fascia debole della popolazione, esposta più di altre al covid, ma non solo, perché anche altre malattie saranno oggetto di indagine con questo screening”, ha detto l’assessora alle politiche sociali Alessandra Troncarelli, che ha quindi parlato di presa in carico complessiva a proposito dell’atto, che prevede uno stanziamento massimo di 200 mila euro.

Per realizzare l’indagine sui circa 8000 senza fissa dimora, come risulta da un censimento effettuato nel 2014, ha proseguito Troncarelli, saranno coinvolte le cooperative sociali operanti nel settore e loro consorzi, attraverso un apposito avviso che sarà emanato quando la delibera sarà stata adottata definitivamente. La delibera prevede dei puntuali criteri di valutazione dei progetti presentati dai soggetti partecipanti alla selezione. Lo stanziamento assegnato ai beneficiari sarà frazionato nel suo importo, prevedendo erogazione della percentuale massima, il 70 per cento, fin dall’approvazione della graduatoria.

La consigliera Marta Bonafoni, della lista Zingaretti, che è autrice, come aveva ricordato Troncarelli, della proposta da cui ha avuto luogo questa delibera, ha confermato quanto detto dall’assessora e ricordato l’importanza della collaborazione tra strutture sanitarie e mondo del terzo settore a proposito di questa tematica. Nel momento in cui si è reso necessario, per contrastare la diffusione del virus, permanere nel proprio domicilio, era naturale porsi il problema di chi non ne ha uno, ha detto Bonafoni.

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