Le proteste degli agricoltori non sono una parentesi, ma il segnale di una crisi che, secondo Aspal Lazio e Coapi, continua ad aggravarsi e richiede interventi concreti. È questo il messaggio ribadito venerdì 16 ottobre dai rappresentanti di Aspal e dal portavoce nazionale Coapi Angelo di Stefano.
Al centro dell’intervento, la necessità di riconoscere formalmente lo stato di crisi per i comparti dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca, una richiesta che Coapi e Aspal portano avanti da tempo e che, secondo i rappresentanti, non ha ancora trovato risposte adeguate.

Di Stefano: «Non bastano gli aiuti, servono riforme strutturali»
Angelo Di Stefano ha ripercorso le tappe della mobilitazione, dalle manifestazioni iniziate nel gennaio 2024 alle successive iniziative del 2025, e nel 2026 con le manifestazioni di Milano a gennaio e fino al 6 marzo a Roma.
Il coordinatore nazionale Coapi ha sottolineato come le difficoltà del settore non siano riconducibili soltanto all’aumento dei costi di produzione. Carburanti, fertilizzanti ed energia pesano sui bilanci delle aziende, mentre a rendere ancora più complicata la situazione sono, secondo il Coapi, le speculazioni, le pratiche commerciali sleali e i prezzi riconosciuti ai produttori agricoli troppo bassi per coprire i costi attuali.
Un altro tema evidenziato riguarda gli accordi commerciali internazionali, a partire dal Mercosur, sui quali Aspal e Coapi hanno espresso le proprie preoccupazioni, anche attraverso iniziative e interlocuzioni con le istituzioni europee.
La posizione del coordinamento nazionale e dell’Aspal è netta: oltre alle misure emergenziali isolate e gli interventi di carattere assistenziale, serve soprattutto una riforma agraria capace di incidere sulle condizioni economiche e strutturali delle imprese agricole, restituendo dignità al lavoro e garantendo un reddito adeguato a chi produce in campagna.
Giammatteo: «Le proteste sono legittime, ma senza strumentalizzazioni»
Sulla stessa linea Stefano Giammatteo, presidente Aspal Lazio, che ha ribadito il sostegno dell’associazione alle manifestazioni spontanee e legittime promosse dagli agricoltori, dagli allevatori e dai pescatori in tutta Italia. Soprattutto in questo momento nelle regioni del sud Italia.
Giammatteo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere al centro delle mobilitazioni le reali esigenze delle categorie produttive, evitando che il disagio del settore venga utilizzato per finalità estranee alle richieste di chi lavora quotidianamente nelle campagne e nella pesca.
Aspal Lazio e Coapi confermano quindi la propria disponibilità a sostenere le iniziative di protesta, a condizione che si svolgano nel rispetto della legalità e senza strumentalizzazioni da parte di soggetti esterni.
Nel corso degli anni, ricordano le sia Aspal che Coapi, la richiesta dello stato di crisi ha raccolto anche il sostegno di diversi Comuni italiani attraverso apposite delibere ancora agli atti. Un percorso che, secondo Aspal e Coapi, ha contribuito a portare il tema all’attenzione pubblica e a far emergere questioni che oggi coinvolgono una parte significativa del mondo produttivo agricolo.
Il video con gli interventi dei rappresentanti
Nel video pubblicato all’interno dell’articolo, Angelo Di Stefano, Stefano Giammatteo ed Ercole Catese, approfondiscono le ragioni della mobilitazione, le criticità che interessano il settore primario e le richieste avanzate da Aspal Lazio e Coapi. Un’occasione per ascoltare direttamente le posizioni dei rappresentanti e comprendere le motivazioni alla base del sostegno alle proteste di questo ultimo periodo.
Il messaggio conclusivo dei due soggetti autonomi di rappresentanza, è rivolto alle istituzioni: per superare la crisi non sono sufficienti interventi temporanei anche se lodevoli, ma occorrono risposte legislative e una strategia di lungo periodo che tuteli agricoltori, allevatori e pescatori, riconoscendo il valore economico e sociale del loro lavoro, come rafforzato anche dalla testimonianza del consigliere Aspal Ercole Catese.
Fino a quando non arriveranno risposte concrete, Aspal Lazio e Coapi – ha concluso Stefano Giammatteo – continueranno a sostenere le iniziative legittime di protesta, mantenendo al centro la richiesta di una riforma strutturale e di condizioni che consentano alle imprese di continuare a produrre con dignità e con il giusto reddito finalizzate ad avere prospettive per l’immediato futuro.
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