Fausto Servadio si dimette: il Partito Democratico di Velletri non commenta,
Dopo l’articolo pubblicato ieri dalla nostra testata, riguardo le dimissioni di Fausto Servadio (CLICCA QUI PER LEGGERE) , era inevitabile cercare un commento dalla parte politica in passato in coalizione proprio con il Servadio sindaco di Velletri che successivamente, alle ultime amministrative, fu l’ago della bilancia per la sconfitta dell’allora candidato a sindaco del centrosinistra Orlando Pocci al ballottaggio con Ascanio Cascella.
Servadio, con la lista di Italia Viva, si apparentò con la coalizione di centro destra. Una mossa che, se secondo alcuni non determinò aritmeticamente la sconfitta di Orlando Pocci, di certo contribuì a segnare il netto distacco tra i due candidati. Quella scelta fu letta allora come un gesto politico chiaro: il rifiuto di un’alleanza con l’ex sindaco del PD e la costruzione di un fronte “moderato” capace di fare da ponte tra centro e centrodestra che poi sfociò nell’attribuzione di importanti deleghe assessorili a Servadio: Lavori Pubblici, Pnrr ed Infrastrutture.
Oggi, le dimissioni di Servadio sollevano interrogativi. Per questo, abbiamo provato a contattare il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale, Orlando Pocci, per raccogliere un commento.
Ma la risposta è stata netta: “Preferisco mantenere ancora il silenzio”, ci ha detto. Un silenzio che non è né disinteresse né mancanza di visione, ma una precisa scelta politica. “In questa fase – ha aggiunto – è fondamentale fare delle valutazioni, e come gruppo consiliare del Partito Democratico non rilasceremo dichiarazioni fino a quando non leggeremo un comunicato ufficiale firmato da Italia Viva. Ciò che però ribadisco, è che quando io fui eletto sindaco, pur in assenza di apparentamenti formali con l’area moderata che mi appoggiò, non tradii gli accordi, nonostante gli attacchi di tanti detrattori”.
Parole misurate, quelle di Pocci, che confermano una linea di prudenza e di attesa. Dietro il riserbo, però, si può intravedere una strategia. Il PD, probabilmente, osserva con attenzione le dinamiche interne al partito di Renzi anche in vista delle future amministrative – di cui Servadio è, a livello locale, il principale riferimento – prima di prendere posizione.
Insomma, il silenzio del capogruppo Pd appare meno una rinuncia al confronto e più un segnale di attenta valutazione. E mentre anche il centro destra tace trincerandosi in un silenzio quasi surreale (tranne nella sua parte moderata – Leggi Qui), l’opposizione riflette e aspetta. Forse, dietro le quinte, si prepara una nuova fase del confronto politico veliterno. Una fase in cui i ruoli, le alleanze e gli equilibri potrebbero cambiare ancora una volta.
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