Roma Capitale punta a raddoppiare i dispositivi salvavita sul territorio, passando da circa 2.000 a 4.000. Previsti anche corsi gratuiti per cittadini e operatori della ristorazione, con il coordinamento scientifico della Sapienza.
Rendere Roma una città sempre più cardioprotetta, aumentando la presenza di defibrillatori e formando i cittadini alle manovre salvavita. È questo l’obiettivo di Roma defiBRILLA, il progetto promosso da Roma Capitale che punta a rafforzare la capacità di intervento nelle emergenze cardiache attraverso una maggiore diffusione dei dispositivi e iniziative di formazione aperte alla popolazione. Ogni anno in Italia si registrano circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri.
In queste situazioni, intervenire tempestivamente con le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo di un defibrillatore può fare la differenza tra la vita e la morte. Disporre di una rete capillare di dispositivi e di persone in grado di utilizzarli rappresenta quindi un elemento fondamentale per favorire interventi rapidi in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Il progetto si sviluppa lungo due direttrici: una proposta di modifica del Regolamento per la somministrazione di alimenti e bevande e l’organizzazione di corsi gratuiti per imparare a intervenire nelle emergenze.
Defibrillatori nei locali sopra i 250 metri quadrati
Il principale elemento dell’iniziativa riguarda la proposta di introdurre l’obbligo di installare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande con una superficie superiore a 250 metri quadrati. La misura interesserebbe oltre 1.800 esercizi commerciali della Capitale, contribuendo ad ampliare significativamente la rete dei dispositivi salvavita disponibili sul territorio.
L’obiettivo è passare dagli attuali circa 2.000 defibrillatori a una dotazione complessiva di circa 4.000, raddoppiando la presenza di questi strumenti. L’incremento consentirebbe di estendere la disponibilità dei dispositivi in luoghi frequentati quotidianamente da cittadini e visitatori, favorendo una maggiore copertura del territorio urbano. La modifica regolamentare si inserisce in una strategia che punta a coinvolgere direttamente anche le attività commerciali, rafforzando il ruolo della prevenzione e della capacità di risposta alle emergenze nei diversi quartieri della città.
Corsi gratuiti per cittadini e operatori della ristorazione
Accanto alla diffusione dei dispositivi, Roma defiBRILLA prevede un programma di formazione gratuita aperto a tutti i cittadini, con una quota di posti riservata agli operatori della ristorazione che dispongono di un defibrillatore. La presenza di un DAE, infatti, può risultare decisiva quando è accompagnata dalla capacità di riconoscere un arresto cardiaco e attivare correttamente le procedure di primo soccorso.
Formare un numero crescente di persone significa ampliare la possibilità che, in caso di emergenza, qualcuno possa intervenire prima dell’arrivo dei sanitari. Per agevolare la partecipazione, Farmacap metterà a disposizione una piattaforma attraverso la quale cittadini ed esercenti potranno prenotare i corsi, scegliendo tra le date e le sedi disponibili.
Il coordinamento scientifico della Sapienza
Un ruolo centrale sarà affidato al Dipartimento di Scienze Mediche e Cardiovascolari della Sapienza Università di Roma, che curerà il coordinamento scientifico delle attività formative e informative. Il Dipartimento contribuirà inoltre al monitoraggio dell’efficacia del progetto, con l’obiettivo di valutarne i risultati e l’impatto delle iniziative sul territorio.
All’iniziativa hanno aderito anche ARES 118, IRCCS Lazzaro Spallanzani, Fondazione Giorgio Castelli, Rete Emergenze ODV ed E il tuo cuore batte ancora APS. La partecipazione di queste realtà affianca il progetto con competenze ed esperienze legate all’emergenza sanitaria, alla prevenzione e alla sensibilizzazione della popolazione.
Una rete di cardioprotezione per la Capitale
Con Roma defiBRILLA, Roma Capitale punta a integrare la maggiore disponibilità di defibrillatori con la diffusione delle conoscenze necessarie per intervenire nelle emergenze cardiache. L’iniziativa mette insieme istituzioni, strutture sanitarie, associazioni e attività commerciali con un obiettivo comune: rendere più tempestiva la risposta in caso di arresto cardiaco.
L’efficacia del progetto dipenderà dalla concreta attuazione delle misure previste, dalla diffusione dei dispositivi e dalla partecipazione dei cittadini ai percorsi formativi. La costruzione di una rete capillare di cardioprotezione rappresenta un passaggio importante per rafforzare la prevenzione e aumentare le possibilità di intervento nei momenti in cui ogni minuto può essere determinante.
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