Musica e Cultura admin 16 Novembre 2020 (0) (516)

L’INTERVISTA – Si chiama Daniele Fagnani, è lui l’autore di ‘Non è vero quello che dicono’

Ci  parli di lei. Dicono che è un autore dalle tinte forti. I suoi romanzi hanno trame molto differenti tra loro, il tratto comune è la violenza, il sangue e una certa malinconia di fondo. Come mai hai scelto questo stile letterario?

«Innanzitutto ritengo che ogni storia abbia un modo di essere raccontata. Se la raccontiamo diversamente è quasi come se si trattasse di un’altra storia. Lo stile letterario, un certo registro linguistico, riflettono quindi un modo di porsi e di considerare determinati eventi che, se esposti in un altro modo, avrebbero tutt’altra valenza. Non so se mi sono spiegato».

Dove trae l’ispirazione per i suoi romanzi?

«Beh, ho sempre avuto la passione per la scrittura e la lettura. Osservo molto la realtà che ci circonda e la mescolo a momenti di fantasia. Alcune volte mi diverto ad inserire nei miei libri fatti realmente accaduti o situazioni osservate durante i miei viaggi. Per la parte storica, invece, mi baso sui miei studi e su specifiche ricerche bibliografiche».

Ci dica qualcosa di più sui suoi studi. Lei è laureato in lettere specializzato in storia del Cristianesimo e delle Chiese. Come mai questo interesse per la religione? Si sente molto spirituale?

«Vede, il mio è più che altro un interesse di natura storica. Nelle Scritture si possono trovare interessanti spunti anche per narrazioni di fantasia, come ‘Non è vero quello che dicono’».

Partiamo subito con questo suo ultimo lavoro! Di cosa parla?

«Alla base c’è la considerazione di quanto il cristianesimo sia stato, ed è ancora oggi, influente nella cultura occidentale. Tutto ciò unito a una rilettura dei Vangeli apocrifi che stavo conducendo qualche tempo fa. Allora mi sono chiesto, cosa sarebbe successo se Gesù non fosse mai morto? Quale piega avrebbe preso la Storia se il Cristianesimo non avesse mai allungato la sua ingombrante ombra sul destino dell’Uomo? La trama segue un genere noir, che è quello che prediligo, ma con elementi che potremmo definire dark-fantasy da un lato e storici dall’altro, fusi insieme. In pratica una sorta di particolarissima riedizione del consueto patto col diavolo: ottenere il successo, evadere da una routine di noia e frustrazione. Tutto questo in cambio di un piccolo favore. Tornare indietro di 2000 anni e impedire che Cristo salga sulla Croce. Ecco il protagonista deve compiere questa scelta… Cosa deciderà di fare?».

Un breve accenno ai suoi romanzi già usciti è doveroso. Ci racconti quali sono.

«Nel 2008 esce il mio primo romanzo ‘Monkey rule’, la storia di un killer di professione che viene ingaggiato per far fuori un boss della mala. Si contraddistingue per il suo linguaggio irriverente e diretto, ma è anche pieno di situazioni e personaggi divertenti. Con ‘Praedestinatio Gemina’ del 2012, un thriller macabro e cruento, ho voluto provare a raccontare cosa si prova a guardare gli occhi di chi guarda la morte negli occhi. A distanza di un anno, poi, ho scritto ‘Il senso della marmellata nei cornetti’, una storia dalle tinte essenziali e cupe, dove prendo di mira la società in una critica dei modelli contemporanei. Infine, dopo 7 anni, sono tornato a scrivere una nuova storia».

Cos’ha fatto nel frattempo?

«Il libro ha avuto una lunghissima gestazione. Alcuni brani risalgono addirittura a prima di Monkey Rule. Ho avuto bisogno di riordinare le idee. Trovare nuove chiavi di lettura e mettere nel mio bagaglio nuove esperienze di vita che non si trovassero già nei libri precedenti».

Che rapporto ha con i tuoi studenti?

«Gli studenti oggi sono molto diversi da quando lo ero anch’io. Sicuramente più ‘smart’ e inclini a nuovi metodi di apprendimento, ma anche poco interessati alla letteratura. Leggono pochissimo, forse è per questo che ho deciso di usare mezzi di promozione e distribuzione più moderni che possano attrarre un pubblico più giovane. Oltre a promuovere il libro sui social, sarà possibile acquistarlo on line su Amazon sia in versione cartacea che in versione digitale su Kindle».

Torniamo a ‘Non è vero quello che dicono’. Nel libro ci sono espressioni forti. Cosa hai da dire al riguardo?

«Ci tengo a precisare che si tratta di espressioni verbali tese a delineare la caratterizzazione dei personaggi. Stigmatizzo e condanno ogni forma di discriminazione ed è chiaro che il mio pensiero non corrisponde assolutamente a quello dei personaggi».

Due curiosità riguardo al libro: Perché c’è un gatto nella copertina?

«Il gatto è l’emanazione di uno dei personaggi chiave del romanzo, oltre ad essere fortemente evocativo delle atmosfere della storia».

Come mai il diavolo ha le sembianze di Leonardo Di Caprio?

«Perché ho pensato a quale attore mi sarebbe piaciuto far interpretare il ruolo di uno dei protagonisti nella versione cinematografica». (ride).

Divertente. E, continuando con questo gioco, chi vorresti alla regia?

«Beh diciamo che se arrivasse una telefonata da Tarantino…»  ( ride di nuovo).

Quando è prevista l’uscita del libro in versione cartacea?

«Come dicevo, il libro verrà distribuito su Amazon. Questa piattaforma offre il vantaggio di ricevere il libro direttamente a casa senza dover uscire di casa, soprattutto in questo periodo. La versione digitale su Kindle è già on line ed è scaricabile per godersi la lettura senza attese. Per chi invece preferisce avere la copia cartacea, il lancio è previsto per il prossimo 22 novembre a ridosso del Black Friday. Ad ogni modo, in concomitanza del lancio verrà dato ampio risalto sui nostri canali social».

In conclusione: perché dovrebbero acquistare il suo romanzo?

«Non so se avrà successo o meno, io me lo auguro. Sicuramente è un elaborato in cui credo fortemente e ho cercato di creare un prodotto originale. Potremmo definirlo un genere storico-fantasy-noir. E poi al costo di una pizza, ti porti a casa qualcosa di diverso».

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