Attualità admin 16 Marzo 2021 (0) (65)

Roma: l’odissea dei forzati dell’astrusa circolazione di San Giovanni

«Nel rivoluzionare la circolazione di un quadrante fondamentale della viabilità romana, quello dell’Appio-San Giovanni, per costruire una pista ciclabile a doppia corsia lunga circa 300 metri, sono stati penalizzati gli abitanti di un’intera strada, e non solo. Si tratta di via Isernia – collegamento a senso unico tra via Taranto e via La Spezia – dove c’è un moderno parking multipiano con centinaia di veicoli che hanno difficoltà a uscire e ancor di più a tornare. Oltre, ovviamente, alle auto regolarmente posteggiate e alle altre in transito. La Sindaca potrebbe sfruttare queste settimane di lockdown per ripristinare la situazione precedente, azzerando la nuova, astrusa, circolazione, come promesso e non ancora mantenuto».

Lo ha reso noto Sergio Iacomoni, detto Nerone, presidente del Movimento Storico Romano.

I “reclusi” di via Isernia

«Da via Isernia, tutti i giorni, transitano centinaia di veicoli di cittadini romani che hanno speso per togliere l’auto dalla strada, grazie a dei privati che a loro volta hanno investito per realizzare un utilissimo multipiano in una città in cui nessuno impegna più un euro. Bene, facciamo l’esempio del tapino che si metta in macchina da via Isernia. La direzione obbligatoria è verso destra, su via La Spezia, uscita peraltro rischiosa per il cantiere di completamento della nuova circolazione. Lì, l’infelice rimane subito imbottigliato. Se poi la sua destinazione è dalla parte opposta, deve armarsi di enorme pazienza e compiere il periplo del quadrante cittadino. Se poi ha pure un lavoro che vuole mantenere, è meglio se anticipa, e di molto, i tempi di uscita da casa. Ma i suoi guai sono appena iniziati», ha spiegato Sergio Nerone Iacomoni.

Tornare a casa è ancor più difficile

«Quando poi il povero cittadino deve ritornare alla propria abitazione o al box, può farlo solo transitando da via Taranto, divenuta, grazie al genio capitolino, un’autostrada a senso unico. Ebbene, per arrivare allo svincolo con piazza Imola e quindi a imboccare via Isernia, il tapino deve per forza giungere da San Giovanni. Se invece proviene dalla parte opposta, deve armarsi della solita pazienza, sempre che non l’abbia esaurita la mattina. Se poi il tizio deve uscire e rientrare più volte al giorno, semplicemente non può farlo. Non è conveniente. Meglio che cambi casa e quartiere e a questo punto pure città. E mica è ancora tutto», ha aggiunto Sergio Nerone Iacomoni.

Il rischio di via La Spezia

«Ci sono dei guidatori che percorrendo via La Spezia, anch’essa trasformata ad autostrada a senso unico, e non vedendo il segnale di divieto di accesso su via Isernia, nascosto dai pollai del cantiere (fermo), imboccano via Isernia contromano, rischiando il frontale con le auto che escono. E forse qualcuno il rischio lo prende pure consapevolmente, preferendo percorrere pochi metri in controsenso, piuttosto che rimanere piantato nel traffico del quartiere. Abbiamo assistito a queste scene, per fortuna senza conseguenze», ha proseguito Sergio Nerone Iacomoni.

L’incrocio delle multe 

«Via La Spezia, angolo via Monza, è diventata un “multificio”. Le macchine che scendono dalla Tangenziale Est non possono girare a sinistra all’incrocio fatidico, quindi pure queste, a migliaia, o rischiano la sanzione o si vanno a imbottigliare. In sintesi, sembra tutto fatto apposta per paralizzare il paralizzabile, invece di far defluire i flussi come vorrebbe il buon senso. Registriamo con soddisfazione, invece, che la sollevazione popolare (per ora) ha sortito l’effetto di far ripristinare un fondamentale attraversamento pedonale prima eliminato a favore delle biciclette, il cui passaggio è un fenomeno raro», ha commentato Sergio Nerone Iacomoni.

La sindaca faccia seguire alle parole i fatti

«Bisogna andare sul posto, come abbiamo fatto noi più volte, per rendersi conto di cosa sia il “pasticciaccio brutto” di San Giovanni. La Sindaca ha dichiarato di voler fare marcia indietro sulla nuova viabilità? Bene, ma dovrebbe sbrigarsi. Utilizzi queste settimane di zona rossa, così alla “riapertura” l’Appio-San Giovanni tornerà a respirare», ha concluso Sergio Nerone Iacomoni.

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